Vista aperta, distese di larici, il rumore costante del fiume Evanson che precipita a valle. Ed era questo rumore, molto più dolce in basso, che appena messo piede sugli ultimi metri di strada asfaltata ci accompagnava fino alla fine della nostra permanenza in Val d’Aosta.

A Fiery si arriva solo a piedi, le auto si fermano molto più in basso, dove la Val d’Ayas termina.

Ogni anno le mie estati erano occupate quasi per intero dai campeggi a Fiery, l’intero anno era vissuto nella continua attesa di salire a Fiery e di godere del suo silenzio accogliente e profondamente mio.

Ogni anno era una parentesi che si apriva a fine agosto quando da Fiery si partiva e finalmente si chiudeva ai primi di luglio quando a Fiery si tornava. Anche se io da Fiery non me ne andavo e neanche ora me ne vado mai, perché per me è come essere sempre lì, Fiery per me è sempre stata e sarà sempre Patria.

Perché la mia scuola porta il nome di un angolo straordinario sotto il Monte Rosa, che rimane intatto nonostante lo scorrere del tempo? Perché ho scelto il nome di un luogo sconosciuto ai più, dove si trova una baita bianca, che un tempo, quando alla fine dell’800 era un albergo, accoglieva le danze nella grande stanza che noi usavamo come sala da pranzo? Perché provo un’emozione incredibile ogni volta che ho il privilegio di raggiungere e di toccare le pietre di Fiery?

Grazie ad alcune preziose esperienze vissute, ma soprattutto grazie ad alcune persone straordinarie, Fiery per me è stata Scuola.

Quattordici anni di campeggi, dai dieci ai ventiquattro anni, che cosa ho imparato?

Fiery mi ha insegnato la gioia, pura, estrema, perfetta.

Fiery mi ha insegnato a vivere il silenzio che è essenza.

Fiery mi ha insegnato l’amicizia.

Fiery mi ha insegnato l’importanza della condivisione.

Fiery mi ha insegnato la fatica.

Fiery mi ha insegnato l’importanza dell’altro.

Fiery mi ha insegnato che aiutare è una delle cose che mi dà più senso.

Fiery mi ha insegnato a scegliere e a crescere.

Fiery mi ha mostrato chi ero e chi sono.

La scuola, una buona scuola, dovrebbe essere in grado di insegnare tutto questo: è difficile, non è per tutti, ma quando ci accorgiamo che qualcuno di questi insegnamenti fa finalmente parte di noi vuol dire che la strada è giusta, che la meta è vicina.

Francesca

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